Legionella: quando il rischio si nasconde negli impianti

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Ci sono rischi che non si vedono, non fanno rumore e spesso restano lontani dall’attenzione quotidiana. Eppure possono trovarsi in luoghi molto comuni: tubature, docce, serbatoi, impianti idrici, sistemi di climatizzazione e dispositivi che producono aerosol.

È il caso della legionella, un batterio presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali, che può diventare pericoloso quando trova condizioni favorevoli alla sua proliferazione. Acqua stagnante, temperature adatte, biofilm, calcare, sedimenti e impianti complessi possono trasformare un sistema apparentemente sicuro in un potenziale fattore di rischio.

Il contagio non avviene da persona a persona. Il pericolo nasce soprattutto quando si respirano microgocce d’acqua contaminate, disperse nell’aria attraverso docce, vapori, nebulizzazioni o altri sistemi in grado di generare aerosol. Per questo la gestione degli impianti non è un aspetto secondario, ma una parte essenziale della prevenzione.

I dati degli ultimi anni confermano quanto sia importante mantenere alta l’attenzione. Nel 2024, in Italia, sono stati notificati oltre 4.600 casi di legionellosi. Ma il dato più significativo non è solo il numero assoluto: è la crescita costante. Dai poco più di 2.000 casi del 2020 si è arrivati a oltre 4.600 nel 2024, con un aumento che rende il fenomeno sempre più rilevante per la sanità pubblica, per la sicurezza degli ambienti e per la gestione degli edifici.

Le ragioni di questa crescita possono essere diverse. Da un lato incidono l’invecchiamento della popolazione, la maggiore fragilità di alcuni soggetti e la presenza di patologie croniche. Dall’altro, un ruolo può essere giocato anche da diagnosi più accurate, da una sorveglianza più efficace, dalle caratteristiche degli impianti idrici e dai cambiamenti climatici, che possono favorire condizioni ambientali più adatte alla proliferazione del batterio.

La legionella può infatti colpire in modo più serio le persone anziane, i soggetti fragili, i pazienti immunodepressi o con patologie concomitanti. Per questo il tema riguarda in modo particolare strutture sanitarie, socio-sanitarie, alberghi, edifici pubblici, ambienti di lavoro e tutti quei contesti in cui la qualità dell’acqua e la corretta manutenzione degli impianti hanno un impatto diretto sulla tutela della salute.

Parlare di legionella significa quindi parlare di prevenzione. Non basta intervenire quando emerge il problema: serve conoscere il rischio, saperlo valutare, monitorare gli impianti, individuare le condizioni che possono favorire la contaminazione e adottare misure adeguate di controllo e manutenzione.

In questo scenario, la formazione diventa uno strumento fondamentale. Perché gestire correttamente il rischio microbiologico richiede competenze specifiche, aggiornamento e capacità di leggere il problema non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sanitario e organizzativo.

Per approfondire questi aspetti, Accademia Tecniche Nuove propone due percorsi online dedicati al tema: Legionella: prevenzione e gestione del rischio microbiologico e Rischio microbiologico con focus su legionella – Edizione II.

Due corsi pensati per fornire strumenti utili a comprendere il fenomeno, riconoscere i fattori di rischio e affrontare con maggiore consapevolezza la prevenzione della contaminazione da legionella.

Perché il rischio microbiologico non si improvvisa. Si conosce, si valuta e si gestisce prima.

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